P2V: Virtualizzare in VHDX per Hyper-V un disco fisico con sistema Linux
Nel caso in cui si volesse convertire il disco di un PC fisico in una virtual machine, è possibile eseguire la conversione dello stesso e fare quello che si chiama in gergo tecnico il P2V (Physical-to-Virtual).
Con la seguente procedura vediamo come convertire un PC con al suo interno una distribuzione Linux, e nel mio caso ZimaOS, in una macchina virtuale .VHDX per Hyper-V.
Come convertire il disco in VHDX tramite Windows
La prima cosa da fare, se ve ne è la possibilità, è quella di collegare esternamente via USB il disco fisico in un altro PC. Per collegarlo esternamente esistono diversi adattatori SATA/USB o docking station per dischi sia da 3,5” che da 2,5” oppure anche per dischi SSD Nvme.
Una volta collegato, verificare in Gestione Disco di Windows se lo stesso viene visto oppure no. Se SI, dovremmo ritrovarci delle partizioni come RAW / sconosciute / non allocate.
Questo succede perché ZimaOS usa filesystem Linux (ext4, btrfs, ecc.) che Windows non supporta nativamente.
Identificare ora in “Gestione Disco di Windows” quale numero disco è stato assegnato all’hard disk collegato esternamente. Solitamente Disco 1 dato che Disco 0 è il disco interno del PC.
Scaricare ora dal seguente link facendo click qui, il programma chiamato Qemu-img che ci servirà per la conversione del nostro disco e dopodiché installarlo lasciando tutto di default.
Una volta installato Qemu-img, aprire il Prompt dei comandi (CMD) come amministratore e lanciare il seguente comando per convertire inizialmente il disco fisico in un file .RAW.
Questo processo copierà il Disco 1 in un file RAW bit‑per‑bit e quindi senza margini di errore.
Ultimata la conversione in .RAW, eseguire il seguente comando sempre tramite CMD, in modo tale da convertire il file .RAW in .VHDX valido per Hyper-V.
Questo genererà un file .VHDX dinamico, con geometria corretta e compatibile al 100% con Hyper‑V.
Terminata la conversione in .VHDX, lanciare un ulteriore comando con CMD per rimuovere il flag sparse dal file appena convertito. Questo comando renderà il file sicuramente funzionante per Hyper-V.
Se il comando dovesse dare errore, utilizzare il comando alternativo qui di seguito.
Lanciare ora altri due comandi DOS con CMD per riavviare il servizio di Hyper-V prima della creazione di una nuova VM.
Aprire la Console di Gestione di Hyper-V e creare una nuova VM come “Generazione 1” e collegare il file VHDX precedentemente convertito. Dopodiché entrare nelle Impostazioni della VM e impostare nella sezione Firmware l’ordine di avvio con il file VHDX primario.
Nel caso in cui non dovesse funzionare, provare a creare la VM come “Generazione 2”.
Eseguite queste operazioni, la VM dovrebbe partire correttamente. Se così non fosse come nel mio caso per il sistema operativo ZimaOS, proseguire con la procedura come di seguito.
Entrare nella Rescue Shell
Se dovesse comparire all’avvio di ZimaOS una videata relativa alla Rescue Shell, cliccare sulla voce denominata “Slot A (rescue shell)” per accedere al suo interno.
Digitare il seguente comando per disabilitare il servizio iSCSI.
Digitare poi questo ulteriore comando per far in modo che non parta mai più all’accensione della VM.
Infine digitare il seguente comando per eseguire il riavvio della VM e verificare se così parte correttamente e senza più errori.









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